Intervista a Laura Bellini

lunedì 11 gennaio 2016

Buongiorno e buon lunedì. Siamo al secondo appuntamento di questa serie di interviste che piano piano vi rivelerà cosa aspettarvi per San Valentino.
Questa volta ho il piacere di ospitare sul blog Laura Bellini, autrice di due libri in cui l'amore è protagonista, ambientato in mondi diversi ed epoche lontane. 
 
Che rapporto hai con l'amore?
 AmazonBella domanda! Amo l’amore, in ogni sua forma. L’amore è vita, non si potrebbe vivere un’esistenza senza questo sentimento che è l’unico in grado di muovere le montagne. Amare è un privilegio che molti di noi danno per scontato, invece questo sentimento andrebbe curato ogni giorno, che sia l’amore per la propria famiglia, per la natura, per i propri sogni, per un rapporto sentimentale, in ogni caso è un giardino di cui bisogna prendersi cura giornalmente affinché non avvizzisca. Io sono innamorata dell’amore.
E stato difficile per te scrivere la storia d'amore del tuo libro? Qualcosa o qualcuno ti ha dato l'ispirazione?
 Amazon“L’eco del tuo respiro” racconta un amore difficile, combattuto, totale. Parlare di Arwen e Ismael non è stato facile perché ogni volta mi sembrava di intromettermi in qualcosa di tanto importante e vero da temere di disturbare. D’altro canto mi sono emozionata a mettere nero su bianco la loro storia, i piccoli passi verso un domani incerto, le cadute, i sogni infranti e la gioia dei piccoli gesti. Sorridevo insieme a loro e ammetto di aver pianto per loro, più di una volta. E alla fine mi sono innamorata di Ismael come non mi era mai successo per un personaggio di un mio romanzo.
No, non ho tratto ispirazione da niente e da nessuno per scrivere questa storia, spesso i miei romanzi sono accompagnati da una colonna sonora, ma questa volta ho avuto accanto solo la voce dei protagonisti e capirete il motivo quando lo leggerete.
Come pensi che si siano modificati i rapporti d'amore nel corso del tempo? (puoi anche fare esempi di grandi storia d'amore di grandi classici)
Io non credo che l’amore si sia molto modificato nel corso dei tempi, magari è cambiato il nostro modo di descriverlo, ma i sentimenti restano gli stessi, secoli dopo secoli. Prima si aveva più pudore di mostrare la passione, oggi invece scriviamo anche troppi dettagli sul rapporto fisico dei personaggi, spesso togliendo spazio ai sentimenti, ma al di là di questo credo che l’amore non si possa modificare.
Come ti sei avvicinata alla scrittura?
Per caso, come accade la maggior parte delle volte. Avevo in testa una storia e ho iniziato a raccontarla battendo i tasti del computer. Da allora non mi sono più fermata perché dopo Cecilia e Danilo sono arrivate tante altre coppie a volermi raccontare la loro storia!
Che tipo di lettrice sei?
Onnivora e insaziabile! Leggo di tutto, ho il mio genere preferito, ma nella mia libreria ci sono romanzi di ogni genere. Negli ultimi anni leggo moltissimi esordienti, questi autori sconosciuti che riservano spesso delle fantastiche sorprese! Sono un po’ discriminante con i grandi casi editoriali, non mi vedrete mai leggere 50 sfumature o After, ma per il resto posso anche trovare interessante una biografia di cinquecento pagine!
Che messaggio vuoi dare ai lettori che leggeranno il tuo libro?
Ai miei lettori vorrei che arrivasse un messaggio di speranza perché questo romanzo credo ne racchiuda tanta. Non è un libro allegro, i personaggi di questo romanzo avranno a che fare con la vita che, come sappiamo, non è sempre benevola, ma ognuno di loro troverà la forza di rialzarsi e un appiglio a cui aggrapparsi. Mi piacerebbe che i lettori chiudessero il romanzo pensando che ogni cosa va affrontata a testa alta, senza mai abbattersi perché la vita, in qualche maniera, ci ripagherà, pur seguendo il suo corso.
Hai un tuo rituale di scrittura?
No, nessun rituale. L’unica cosa che pretendo, quando scrivo, è il silenzio assoluto. Quando racconto la storia dei miei personaggi voglio essere con loro al cento per cento, senza distrazioni, non mi sembra educato interrompere la loro narrazione con argomenti che non li riguardano! :D
Ci sono aneddoti in particolare che ci puoi raccontare riguardo al tuo libro (che riguardano la sua scrittura, la pubblicazione o altro)?
Questo romanzo è forse stato il più difficile da scrivere, tant’è che a un certo punto della storia mi sono accorta che non sarei riuscita a soddisfare le richieste dei miei personaggi e che avrei avuto bisogno di un’alternativa. Non posso svelarvi adesso quale sia, ma vi confido una cosa. Ognuno di noi ha la possibilità di scegliere e ogni scelta ci porta lungo sentieri diversi. È in questa maniera che non sono venuta a meno con il patto di raccontare la storia così com’è andata e con il mio desiderio di proteggere i personaggi che amavo.
Posso anche aggiungere che questo romanzo è nato per raccontare la storia d’amore fra la bella Aliènor e l’affascinante Arthur e che poi, all’improvviso, mi sono accorta che non erano loro a raccontarmi gli eventi, ma qualcuno a loro molto vicino, quindi anche il percorso narrativo è cambiato!
Cosa ti ha lasciato questo libro oltre alla soddisfazione di vederlo pubblicato?
Tante emozioni. Non so quali di queste verranno fuori nell’anima del lettore, ma io mi sono emozionata dall’inizio alla fine di questa storia.
Una citazione che ami particolarmente( possibilmente d'amore tua o di altri)?
Vi lascio due citazioni, prese dai libri che presento.
L’eco del tuo respiro: «Ismael» pronunciò quel nome sottovoce sfiorandogli la mano con le dita. «Io ti amo.»
Lui restò immobile con il cuore che sussultava nel suo petto, se le avesse risposto non sarebbe più stato in grado di lasciarla andare. D’altro canto non poteva non farlo, lui amava Arwen con tutto se stesso. Le strinse le mani e incurante della presenza del padre la attirò a sé per baciarla.
«Ti amo anche io, Arwen» ammise con la fronte poggiata alla sua. «Ti amo e ti prometto che tornerò.»
A-Mors: Lo guardai sorridere sornione, steso accanto a me, sudato e soddisfatto, e gli arruffai i capelli facendolo ridere.
«Ti amo, Vittoria» mi disse trascinandomi sopra di sé con le labbra incollate alle mie.
Io risi.
«Cosa c’è da ridere?» domandò spostandomi i capelli dal viso.
«Rido perché sono felice. Rido perché anche io ti amo.»
Avevo pronunciato quella frase senza pensarla, mi era scaturita dal cuore spontanea e accorgermi che era veramente ciò che provavo la rese ancora più profonda.
Restammo a letto tutto il giorno, dimenticandoci che c’era una casa da sistemare e i lavori da portare avanti, ci scordammo di ogni cosa chiudendoci fra quelle pareti sottili che non attutivano i rumori, restando soli. Io e lui.
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4 commenti:

  1. Bella intervista, complimenti. Ho avuto il piacere di leggere "l'eco del tuo respiro" e ho apprezzato molto l'idea di Laura di dare al lettore la scelta su come proseguire la storia. Bello, lo consiglio

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  2. Bella intervista, complimenti. Ho avuto il piacere di leggere "l'eco del tuo respiro" e ho apprezzato molto l'idea di Laura di dare al lettore la scelta su come proseguire la storia. Bello, lo consiglio

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  3. bellissima intervista ecco un'autrice di cui conoscevo alcuni lavoro ma che questi che tu hai presentato non avevo mai sentito parlare ed ecco sono finiti nella mia tremenda lista

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  4. quanto mi piace leggere queste interviste anche perchè mi paragono con i metodi di scrittura degli altri ;)

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