Recensione HOTEL DELLE MUSE di Ann Kidd Taylor

sabato 15 luglio 2017

Hotel delle muse recensione
Buon sabato, oggi vi parlo del romanzo di esordio di Ann Kidd Taylor, Hotel delle muse edito Corbaccio. Un romanzo inaspettato, che mi ha trasmesso nostalgia ma anche entusiasmo per il futuro, mi ha insegnato che per essere felici non ci si deve ancorare al passato, ma soprattutto si deve poter essere ciò che siamo, fare ciò che amiamo senza limitazioni. E poi non avrei mai pensato di dirlo, non per una che ha visto tutti i film de “Lo squalo” e si è particolarmente spaventata, ma queste creature marine sono diventate un po’ più affascinanti leggendo il romanzo della Taylor.

Hotel delle Muse cover
Titolo: Hotel delle Muse
Autore: Ann Kidd Taylor
Editore: Corbaccio
Genere: Narrativa
Pagine: 320
Ibs cartaceo | Ibs digitale
Sinossi
1988. In una giornata estiva nel Golfo del Messico alla dodicenne Maeve Donnelly succedono due cose straordinarie: viene baciata da Daniel, il ragazzino dei suoi sogni, e viene aggredita da uno squalo.
Diciott’anni più tardi Maeve è una biologa marina molto apprezzata che si trova più a suo agio sott'acqua con gli squali che con le persone. E quando fa ritorno all'isoletta della Florida dove ha trascorso l'infanzia, nell'Hotel delle Muse dove la nonna l’ha cresciuta insieme a suo fratello gemello, ritrova Daniel e i ricordi riaffiorano impietosi. Ripensa a quando, da bambina, sognava di diventare un'affermata esperta di squali, ma anche di avere un marito, una famiglia, un figlio a cui insegnare a nuotare nelle acque del Golfo. Finora ha cercato in tutti i modi di sfuggire alla forza dei sentimenti del passato, ma adesso capisce che non può più continuare a tuffarsi nell'oceano per tenere lontana l'eco di quel che accade sulla terraferma; è giunto il momento di affrontare la sua paura più grande: quella di mettersi in gioco con tutta se stessa per raggiungere la felicità.



RECENSIONE
I rimpianti possono essere grossi macigni da portarsi dietro, non riuscire a superarli spesso significa non andare avanti con la propria vita, rimanere ancorati a un passato e a una serie infinita di “e se avessi fatto” , “e se avessi detto” che ci rendono ciechi al presente e incapaci di costruirci un futuro. 
Qualsiasi cosa ti faccia sentire viva merita la tua attenzione. Se ti rende felice, allora vale la pena seguirlo.
Maeve ha trent’anni e fa la biologa marina. Grazie al suo lavoro viaggia il mondo esplorando gli oceani e svolgendo ricerche sugli squali. Maeve da ragazzina ha subito un attacco da una di queste creature, ma la sua reazione non è stata di paura, bensì ha sviluppato un amore immenso per questi signori degli abissi, stare a contatto con loro la fa sentire in pace, connessa con il mondo. C’è una sola cosa che non le permette di essere totalmente felice, un macigno di dolore che l’abbandona solo quando è immersa per poi ripresentarsi quando ritorna a galla: la perdita del suo amore, Daniel.
Non puoi continuare a evitarlo. Non puoi nasconderti da lui e non puoi nasconderti da te stessa.
Al ritorno da una delle sue missioni di ricerca Maeve ritrova proprio Daniel all’Hotel delle Muse, quella che è stata sempre la sua casa e del fratello gemello dopo la morte dei genitori. Con Daniel riaffiorano i ricordi, un sentimento che è rimasto come sospeso nel passato senza trovare un suo epilogo e arriva proprio nel momento in cui il cuore di Maeve sembrava aver aperto uno spiraglio al futuro. Per Maeve è giunto il momento di affrontare ciò che è accaduto, non può più fuggire o nascondersi tra i fondali, deve vivere la sua vita sulla terraferma e capire se ciò che è stato è ancora ciò che desidera.
Prima di compiere trent’anni, ero stata tormentata dal dolore di quel che non avevo: Daniel; un figlio; quella vita perduta senza essere vissuta. Ma ora la mia vita sembrava completa.
Come avrete capito il tema ambientale è molto presente e in particolare l’autrice mette in luce una pratica barbara e assurda, il taglio di pinne di squalo. Lo fa denunciandone la brutalità, descrivendone i particolari e attraverso questo tema inserisce una nota suspense al romanzo, perché sarà proprio la nostra biologa a battersi con tutte le sue forze e incurante delle minacce contro gli uomini che si nascondono dietro a queste mutilazioni.

Tra squali e ricordi Maeve riuscirà a capire cosa vuole realmente? Ciò che cerca è riavere ciò che le è stato tolto o costruire qualcosa di nuovo?

La Taylor riesce non solo a trasmettere l’amore immenso di questa protagonista per le creature che abitano i mari, ma anche i suoi dubbi, le incertezze che affiorano nella sua mente, il percorso necessario per arrivare alla consapevolezza di ciò che la rende veramente felice e la completa. Una protagonista vera, umana, spinta da passione e coraggio e allo stesso tempo come bloccata, chiusa in sé stessa. L’ho affiancata in questo suo percorso, non mi sono sentita spettatrice ma parte di ciò che stava vivendo e dei piccoli passi fatti per arrivare a vivere appieno la sua vita. Se all’inizio ho sperato in un certo epilogo, andando avanti nella lettura mi sono ritrovata a sperare nel suo esatto opposto e alla fine ho apprezzato moltissimo il finale.

Durante tutta la lettura di questa storia sino all’ultima riga si subisce il fascino dell’oceano, di quei fondali abitati da creature silenziose, circondati dall’oscurità delle acque e dal loro mistero. Descrizioni vivide, sensazioni che scorrono sulla pelle come se il lettore si trovasse immerso in quello specchio di acqua salata con la protagonista, comprendendone tutta la bellezza e la maestosità.

Alla parola fine di questo romanzo mi sono rimasti impressi due insegnamenti: il primo riguarda la vita, il fatto che si deve essere sempre sinceri con sé stessi e l’importanza di seguire ciò che realmente ci rende felici alleggerendosi dei rimpianti, affrontando ciò che ci accade senza fuggire; il secondo riguarda l’ambiente che ci circonda, il rispetto verso tutte le creature che abitano terra, mare e cielo, anche di quelle che ci fanno paura, cercando di conoscerle e comprenderne la natura, assaporando la bellezza di ciò che ci circonda.


DeborahAlla prossima,



AutriceAnn Kidd Taylor
Ann Kidd Taylor ha studiato al Columbia College nella Carolina del Sud. Vive in Florida con suo marito e suo figlio. Hotel delle muse è il suo primo romanzo.




Nessun commento:

Posta un commento