Intervista a Patrisha Mar

mercoledì 13 gennaio 2016

  
Buongiorno, pronti per una nuova intervista dedicata a San Valentino?  
Oggi ho il piacere di ospitare un'autrice di cui sul reader ho praticamente tutto, i suoi libri sono lì che mi attendono fiduciosi da un po' e spero di poter presto raggiungerli. Parlo di Patrisha Mar, autrice , tra le altre cose della duologia fantasy romance I Protettori, in cui si intrecciano due storie d'amore sullo sfondo di una lotta nascosta nell'ombra.  
I PROTETTORI
Intervista
Che rapporto hai con l'amore?
Ci credo fino in fondo, è la luce che guida la nostra esistenza. L'amore per un marito, per un figlio, per la famiglia, l'amore per noi stessi, l'amore per quello che facciamo... Fino a che ci sarà amore nella nostra vita, tutto sarà migliore. E amo l'amore romantico, quello che fa vibrare il cuore, lo fa battere forte e fa volare a un metro da terra.
 E stato difficile per te scrivere la storia d'amore del tuo libro? Qualcosa o qualcuno ti ha dato l'ispirazione?
LUCEScrivere d'amore mi riesce molto facile, mi viene istintivo, e poiché parto sempre dai personaggi, sono loro che mi hanno indicato il cammino e mi hanno detto cosa volevano e chi volevano essere. E' un processo affascinante, quando crei una psicologia complessa e articolata, una personalità con caratteri salienti e spiccati e poi lasci il personaggio agire in totale autonomia, spesso hai delle grandi sorprese. E' lui che mi dice dove vuole andare, e io lo assecondo anche cambiando la trama in corsa se necessario. Non ho avuto una reale ispirazione, il mio intento però era scrivere un fantasy ambientato nella Londra ottocentesca che sempre mi ha affascinata. Il resto è venuto da sé, il mio sogno e i miei personaggi, due coppie e due storie d'amore si sono incontrati ed ecco I Protettori dell'Oracolo. Si tratta di una duologia composta da Buio e Luce.

Come pensi che si siano modificati i rapporti d'amore nel corso del tempo? (puoi anche fare esempi di grandi storia d'amore di grandi classici)
Che domanda interessante, vediamo da dove cominciare... Credo che alcuni aspetti dell'amore e del suo essere narrato siano rimasti invariati nel corso degli anni. Il romanticismo, la passione, l'emozionalità sono costanti in ogni secolo, in ogni epoca. Ricordiamoci a esempio l'intensità del sentimento che brucia i cuori di Mr Rochester e di Jane Eyre, o la forte passione che anima i personaggi de Il cavaliere d'inverno di Paulina Simmons, Tatiana e Alexander sono la summa della passionalità e dell'intensità del sentimento. Cambia il secolo in cui è ambientato il romanzo, cambia la penna, ma gli elementi restano. Quello che muta è l'approccio narrativo secondo me, più esplicito talvolta, meno artefatto, più immediato. Ci sono meno manierismi forse, ma più descrizioni, più caratterizzazioni dell'amore in sé. Viene descritto in ogni sua sfaccettatura, e questo ha dato vita a vari sottogeneri, che indagano in maniera capillare questi aspetti dei rapporti d'amore, ad esempio il paranormal romance, i dark romance, i chick lit e così via, generi che colgono aspetti salienti e li rendono protagonisti in un certo senso. I rapporti d'amore sono più sfrontati a volte, ma restano anche sospirati, sognati, agognati come in un grande classico alla Orgoglio e pregiudizio. Ce n'è per tutti i gusti.
Come ti sei avvicinata alla scrittura?
Ho sempre amato scrivere, anche quando ero una ragazzina, ma lo facevo per me stessa, senza un metodo, in libertà totale. Solo in tempi più recenti ho cominciato a trovare la mia strada, a focalizzare le mie forze, e soprattutto a lavorare molto sui personaggi, che sono il fulcro di ogni mio romanzo, la pietra angolare su cui costruisco tutto il resto.
Che tipo di lettrice sei?
Cerco di leggere in media un libro ogni tre o quattro giorni, in un anno arrivo a superare i cento libri. Adoro leggere, ovvio che quando sono in fase di scrittura intensa, devo ridurre e mi fa male al cuore. Leggo un po' di tutto, ma ho una grande passione per i classici della letteratura inglese come Jane Austen o le sorelle Brontë, e mi piacciono tantissimo i romance, mi riferisco in particolar modo ai romance storici e a quelli brillanti contemporanei.
Che messaggio vuoi dare ai lettori che leggeranno il tuo libro?
Che bisogna credere sempre in se stessi, nella propria forza e nei sentimenti che ci animano. E di credere nell'amore, perché è una forza motrice che tutto può.
Hai un tuo rituale di scrittura?
No, nessuno, anche se cerco di scrivere di giorno quando trovo un po' di tempo di qualità. Il giorno mi concilia, la sera sono troppo stanca per scrivere come vorrei. Cerco il silenzio comunque, ascolto la musica solo in revisione, ma mai in stesura.
Ci sono aneddoti in particolare che ci puoi raccontare riguardo al tuo libro (che riguardano la sua scrittura, la pubblicazione o altro)?
Posso dirti che quando ho cominciato a scrivere I Protettori dell'Oracolo, avevo ben chiari i personaggi principali, ma è stata una sorpresa per me quando è apparso anche un comprimario, un certo Elias Green. Non era previsto avesse un ruolo centrale e infatti non lo ha avuto, ma mi è piaciuto tanto scriverlo al punto che ho iniziato a lavorare a una edizione integrale con capitoli aggiuntivi che riguardano proprio la sua storia, al punto da farne un nuovo protagonista.
Inoltre I Protettori ha segnato il mio debutto solista nel mondo della scrittura, ero emozionatissima all'uscita di Buio perché era la prima volta che pubblicavo in solitaria. Prima, con lo pseudonimo di Katherine Keller, avevo pubblicato insieme alla mia amica e collega di penna Angela C. Ryan una saga paranormal, The Shadows Saga, ma con I Protettori era la prima volta che "camminavo"da sola. Terrorizzante e magico insieme. Questo rende ancora più caro al mio cuore I Protettori.
Cosa ti ha lasciato questo libro oltre alla soddisfazione di vederlo pubblicato?
L'emozione di vederlo apprezzato. Quando ti scrivono per dirti che i tuoi scritti hanno emozionato, fatto ridere e piangere, vuole dire che qualcosa di quello che avevo dentro ha toccato il lettore, che è arrivato a lui e ha lasciato un buon ricordo. Questo è il massimo per me.
Una citazione che ami particolarmente (possibilmente d'amore tua o di altri)?
Alcune citazioni che ho sempre amato sono M'illumino d'immenso di Ungaretti, poche parole con un peso specifico importante. Ma anche l'immortale Amor, ch'a nullo amato amar perdona di Dante mi ha colpita molto.
Invece una piccola frase che ho adorato dei Protettori non è proprio d'amore ma si svolge in una scena preliminare all'innamoramento di una coppia. I personaggi parlano di neve.
«Quando mi sfiora il viso lo fa come una piccola carezza e mi inumidisce la pelle. Me la immagino una creatura effimera che vive di un secondo e morendo si scioglie in mille lacrime.»

4 commenti:

  1. Fantastica Patrisha, non ho letto questa duologia ma ho adorato La mia eccezione sei tu e la serie scritta con Angela <3

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  2. Fantastica intervista sono felice di aver potuto leggere anche questa intervista a Patrisha, anche una parte dei suoi lavori stazionano nel mio ereader, oh cavoli mi sto rendendo sempre più conto che acquisto molto ma leggo troppo poco vorrei sempre più avere tempo uffy ma tra lavoro casa figli ed ora i miei genitori da seguire pe me la giornata dovrebbe avere 50 ore, va bene non importa, come dicevo prima anche alcuni lavori di Patrisha stazionano nel mio Kindle, tutta la saga Shadows scritta con Angela e ho una parte dei Protettori, e devo dire che sono molto incuriosita anche da questa seconda saga, e ora ho qualche dubbio su quale inizierò prima mah. Ps Patrisha non mi parlare del cavaliere d'inverno ti prego uhmmmmm Shura forever sigh sigh... Ringraziando Patrizia per la disponibilità sono curiosissima di leggere anche le prossime interviste.

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  3. Come sempre Deb non delude con questa intervista, favolosa. Mi vergogno a dire che non ho letto niente di Patrisha e mi sa che non ho niente sull'e.readee, sniff. Controllerò e inizieró con qls perché questa intervista mi ha incuriosito. Belle le citazioni, la tua é meravigliosa.

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