Intervista a Cassandra Rocca

lunedì 18 gennaio 2016

Buongiorno e buon inizio settimana! Vi avviso già che i prossimi giorni di Gennaio saranno pienissimi di letture ed eventi, quindi non dimenticate di passare sul blog. Questa mattina iniziamo subito con l'intervista che fa parte del Valentine's Day Giveaway che, vi ricordo, vi porterà ricchi premi al più presto. 
Cosa dire dell'ospite di oggi? Autrice abituata ai primi posti delle classifiche, una trilogia ambientata a New York...vi dice qualcosa? Ebbene sì, ho il piacere di intervistare Cassandra Rocca. Il romanzo di cui ci parla nell'intervista è "Una notte d'amore a New York" (cliccando sulla cover andrete alla pagina Newton con tutti i lavori dell'autrice).  
Intervista
Che rapporto hai con l'amore?  
Teoricamente parlando, è idilliaco... quasi come un romanzo. In pratica... ci sto ancora
lavorando!
E stato difficile per te scrivere la storia d'amore del tuo libro? Qualcosa o qualcuno ti ha dato l'ispirazione?
"Una notte d'amore a New York" si è scritto quasi da solo, i personaggi mi erano chiari in testa come se li conoscessi da sempre, forse perchè io stessa ho provato sentimenti simili a quelli che Eric prova per Zoe. La loro è una storia piuttosto comune: l'amore che nasce dall'amicizia, la paura di rovinare un rapporto consolidato, il riscoprirsi lentamente, sottouna nuova luce. Sono sentimenti reali, che tante persone hanno provato..
Come pensi che si siano modificati i rapporti d'amore nel corso del tempo? (puoi anche fare esempi di grandi storia d'amore di grandi classici)
Credo che l'amore sia una delle poche cose che non cambierà mai. Sia il passato che i giorni nostri sono puntellati di storie degne di essere vissute o anche solo raccontate. Forse adesso ci sono meno tabù, le persone sono più libere di scegliere, di osare, di muoversi, ma si tratta solo di ciò che ruota intorno a un rapporto, non al sentimento che lega due innamorati.
Come ti sei avvicinata alla scrittura?
Non lo ricordo con esattezza, mi sembra di aver sempre avuto questa passione. Quando avevo cinque anni mia madre scoprì che lasciarmi imbrattare quaderni era un ottimo rimedio per tenermi buona; a dieci scrivevo trame dettagliate di giochi che poi proponevo a mia sorella. Ma è stato all'età di quindici anni che ho scoperto la mia vena romantica: da allora non ho più smesso di raccontare storie d'amore.
Che tipo di lettorice sei?
Fino a pochi anni fa avrei risposto "onnivora". Leggevo di tutto, arrivavo a divorare un libro al giorno. Ma da quando la scrittura è diventata una professione, il tempo a mia disposizione si è notevolmente ridotto e così ho iniziato a essere più selettiva nella scelta delle mie letture. Compro i miei autori preferiti a scatola chiusa, per il resto mi lascio tentare solo da trame che mi stuzzicano davvero, senza badare ai casi letterari dell'anno o alle recensioni pluristellate. Diciamo che ho riscoperto il piacere di entrare in libreria e lasciarmi chiamare dal libro giusto.
Che messaggio vuoi dare ai lettori che leggeranno il tuo libro?
Vorrei che capissero che quando si ha un obiettivo ben preciso in testa, con pazienza e dedizione si può arrivare a ottenere il risultato sperato. Credo fermamente nel detto "La speranza è l'ultima a morire", e "Una notte d'amore a New York" rappresenta in pieno questo concetto.
Hai un tuo rituale di scrittura?
Nessun rito particolare. L'unica cosa che faccio spesso è scrivere le prime pagine di un nuovo romanzo a mano, perchè trovo che la penna sia uno strumento più intimo e quindi più adatto a veicolare le mie emozioni. Una volta avviata la storia, e passato il blocco da pagina bianca, allora passo al computer.
Ci sono aneddoti in particolare che ci puoi raccontare riguardo al tuo libro (che riguardano la sua scrittura, la pubblicazione o altro)?
Ricordo di aver riso molto rileggendolo in fase di editing. È stato come vedere la storia con occhi nuovi, come se non l'avessi scritta io, e mi sono goduta la lettura senza pensare alla struttura del testo, a eventuali refusi o altri dettagli tecnici da modificare. Ma il momento è durato poco, perché la maestrina pignola che è in me è riemersa presto e mi ha costretta a fare l'alba per rileggerlo tutto da capo!
Cosa ti ha lasciato questo libro oltre alla soddisfazione di vederlo pubblicato?
Come per ogni libro che scrivo, mi ha lasciato una sensazione di pace. Ogni storia conclusa è un pezzo di me che va finalmente al suo posto.
Una citazione che ami particolarmente( possibilmente d'amore tua o di altri)?
"A chi continua a credere, nonostante tutto". L'ho scritta quando ho pubblicato il mio primo romanzo, "Tutta colpa di New York" e rappresenta appieno il mio pensiero. Qualunque sia la cosa in cui si crede, che sia un sogno, un lavoro o un amore, si deve andare avanti, crederci e sperare. Sempre.

3 commenti:

  1. Cassandra Rocca scrive dei romanzi veramente carini!!! Bella intervista <3 un bacio

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  2. è sempre più bello vedere alle stesse domande come rispondono le varie autrici è bellissimo ti dà l'opportunità di conoscerle da altri punti di vista

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